"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
UNA POESIA DI PAOLO POLVANI
3 gennaio 2007
I Tram

Perchè i tram sono verdi? perchè gli sguardi
sono mosconi intirizziti dall'autunno e si consegnano vinti
alle trame calde del legno, perchè è mercoledi e piove
e accade che incespichiamo in un subitaneo smarrimento?

I tram sono accese libellule, sono freni nella nebbia, corolle
aperte agli stridori, sono bolle di vetri e ruote
in fuga. I  tram sono capaci di sventagliare interi cataloghi
di marciapiedi, un inventario di viali,
un'elemosina di sguardi balbuzienti.

Fuori non è come qui, fuori i giorni arrancano
abbarbicati ai volenterosi confini della settimana, a fasti di ragnatele,
fuori sventola la solitudine a perdifiato e schiume di parole
che si trascinano come bave agli angoli della bocca
allora è meglio tenere le mani in tasca, darsi un contegno
fuori piove è tutto un brulichio di giornali, di pericoli.

La città ti guarda negli occhi, guarda te che sveli il transito
di un tuo discorso sotterraneo, riveli contiguità possibili.

Allora bisogna tendere la mano alle congiunture e alle chimere
e ci sono quelli che vorrebbero abbaiare.

Il verde dei tram somiglia ai viali, ricorda
un lento paesaggio di discese.



permalink | inviato da il 3/1/2007 alle 12:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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