"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
La pazienza degli oggetti
22 ottobre 2007

Dopo l’intermezzo elettorale che mi sono concesso, ritorno a parlare di poesia; e lo faccio immediatamente, come promessovi giorni addietro, non con la pubblicazione di un mio scritto, bensì con la presentazione di un libro di poesie.

“La pazienza degli oggetti” questo è il titolo di una silloge poetica pubblicata con Lietocolle da Serena Focaccia.

Conosco una per una molto bene le poesie presenti all’interno del libro, posso quindi permettermi di esprimere un giudizio sullo stesso.

In questa silloge troverete sintetizzato il cammino poetico di Serena, poetessa poliedrica, dal passo asciutto e privo di fronzoli che fa del sottotono lo stile principale del suo poetare.

E’ questa maniera molto personale di fare poesia che fa diventare uno stile lieve ed apparentemente semplice, una sorta di marchio di fabbrica.

Leggendo quindi le sue poesie potrete senza dubbio capire come l’autrice riesca a bilanciare in maniera sapientemente equilibrata la parola ed il suo inserimento nel contesto poetico, scegliendo con cura ogni vocabolo.

Questo modo di porsi fa di Serena Focaccia poetessa unica nel suo genere. Si sono spesi paragoni in passato con la Szymborska o la stessa Emily Dickinson; posso però affermare con certezza che oramai Serena ha intrapreso in maniera autonoma ed indipendente, sganciandosi così da ogni sorta di paragone, il cammino non certo semplice della poesia.

Nei prossimi giorni la stessa autrice interverrà su questo blog per raccontarsi e raccontarci questa suo florilegio poetico.

Di seguito propongo un testo presente nella silloge con il quale potrete constatare voi stessi la bravura e le qualità poetiche di Serena Focaccia.


FORSE ADESSO

Questo pane che non lievita
e tu che non arrivi a dirmi storie nuove
il tempo che si sbriciola
guardandosi oltre un tavolo
senza parole giuste
quelle che non hai stirato
e ordinato nei cassetti.

Sapere che non basta quando
manca l’ora acerba del mattino
perché troppo presto o forse adesso
confonderai le chiavi sulla porta.

Allora se puoi non domandarmi
dei tuoi anni ormai raffermi
anche io sto cercando il mio sapore
sullo scaffale dei bicchieri scompagnati.



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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 22/10/2007 alle 0:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
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