"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


 Salvatore Sblando
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arte
Delirium voti
16 aprile 2008

 Passato il periodo elettorale svesto il mio blog dagli abiti del militante provando a riprendere nuovamente il percorso poetico che in queste pagine ho ultimamente interrotto.
 Pubblico così di seguito una poesia dell'amico e poeta Roberto Borghetti che bene descrive la disillusione e la delusione post-voto.

DELIRIUM VOTI

Arriverà il giorno in cui la falce
s’arrugginirà dentro la scansia e la mietitrebbia
passerà ad accorciare il passo di chi lo ha troppo lungo

e ci sarà un luogo blindato dove sotto scorta
andremo a staccare in coda il numero prenotando
un viaggio solo andata, destinazione arcipelago gulag
meritato premio per aver causato una strage di rom
e per aver incenerito in discarica
tonnellate di profilattici aromatizzati.

Ci schiariranno la pelle anche se nera di rabbia
e caveranno gli occhi per essere stati lungimiranti
ma potremo urlare solo se inquadrati dal TG1
con accanto il solito accavallamento di cosce impudiche.

In uno sconfinato blog ci arrampicheremo alla rete
sfileremo inosservati con i tacchi a spillo
e una camicia di forza color fucsia

(bell’abbinamento per passare inosservati)

alla domanda "cos'è la comune di parigi?"
risponderemo che è solo un ritrovo di puttane d’alto bordo
e che Chomsky è la sua matrona d’origine polacca.

Alla fine, sulla linea gotica mi consegno al nemico:
Sapete chi ha invitato a cena Rasputin l’altra sera?
-Amin e Bokassa sono morti da tempo e al mercato
andavano solo per svendite di carne umana, non per il cianuro-

Io so invece di qualcuno che nella notte
con pianeta e rocchetto s’aggirava pei canali
e andava raccontando in giro che per essere felici
basta mettere una croce su di un simbolo qualunque
che ricorda il nome di una città. 




(© poesia di Roberto Borghetti)




permalink | inviato da Salvatore Sblando il 16/4/2008 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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