"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Quando la poesia si fa Donna
19 luglio 2008

Nella poesia che segue potrete ascoltare la voce, la rabbia forte e tanto femmina di Antonella Facchinelli, cara amica e pregevole poetessa.

A tutti voi, buon fine settimana.


COSI' SIA

Stanze di luce ormeggi per mani, porti
lungo penisole di canne e rocce.
Sale per croste di pane condiviso
briciole di poche ore raccolte una ad una
coi polpastrelli bagnati di saliva.

I nostri cimiteri urlano di palme e di mughetto
la nostra pazienza – o indulgenza –
schiarisce l’attesa inflitta
che stanca, lacera la pianta del piede
su terra inferocita e sabbiosa.

Non c’è più il giro del sangue moribondo
il ventre o il seno sodo, ora
c’è un dio da partorire.
 


(© poesia di Antonella Facchinelli)




permalink | inviato da Salvatore Sblando il 19/7/2008 alle 21:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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