"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino) .

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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Finalmente un inedito
21 dicembre 2009
Carissimi amici, torno a scrivere dopo tanto, credo anche, tantissimo tempo.
Vi risparmio però ogni tipo di preambolo; chi ha avuto modo di leggere, in una sorta di privilegiata anteprima i versi che seguono, ha detto che trattasi di poesia d'amore.
Io non vi ho trovato titolo, per la prima volta da quando scrivo. Forse perché è proprio l'amore a non voler nessun particolare titolo...



Se sapessi cosa guarderò in ultimo
potrei decidere quando morire.
Potrei concludere il passo
ed andare incontro
all’attimo della circostanza

Se sapessi ancora cosa vedrò
dopo l’ultimo sguardo
potrei scrivere di te e del ripiegare
le linee di una mano

Se un giorno saprò che saranno tuoi
i miei panorami estremi
avrò chiuso gli occhi
aperti nelle stanze
                          del sonno

Ora però non voglio null’altro
che vivere consapevolmente
                          quest’incertezza
 uccidendo alla sera 
                         ancora una notte



(© poesia di Salvatore Sblando)



permalink | inviato da Salvatore Sblando il 21/12/2009 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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