"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Giovanni Catalano su Larosainpiu
26 dicembre 2009

Continua, anche sotto le feste natalizie, a brillare la vetrina di poesia.

Questa volta è Giovanni Catalano e la sua raccolta poetica “Immaginate la ragazza” (Lampi di stampa, 2009), a tenerci compagnia.

Una raccolta che fin dal titolo invita il lettore ad immaginare, una ragazza certo ma anche una poesia che è al contempo giovane.

La poetica di Giovanni però non è solamente giovane, in essa è facile trovare le inquietudini tipiche delle età che attraversano i suoi coetanei.

Inquietudini però affrontate con naturalezza e maturità come nelle “Coincidenze” quando dice: “Nell’odore dei freni/ ti avrei sorriso e tu/ mi avresti raccontato d’una vita/ scandita dai treni,/ dalle lunghe fermate.”

Entrambe, naturalezza e maturità, spesso si perdono in percorsi apparentemente indipendenti fra le prime due sezioni del libro per poi ritrovarsi in versi potenti come quelli della poesia: “Le mouches volantes”, “Ed allora che siamo costretti/ a baciarci/ per riscoprire adesso/ dove finiamo.

Ed è nell’ultima sezione, quella de: “I nomi e le città” che l’inquietudine giovanile percorre questa volta una sorta di viaggio tra i luoghi che compongono gli affanni.

La poesia di Giovanni trova qui nuovamente forma prendendo a pretesto il posto, i luoghi, per tornare a parlare in maniera ferma e a lasciarci immaginare la ragazza, una ragazza, tante ragazze. Che sia poi un’immagine fisica o con i lineamenti tipici di poesia poco importa o forse importa proprio perché possono essere entrambe la stessa cosa.

Alla lettura ed a lettore continuare ad immaginare, perché è questo ciò che fa la poesia: lasciare immaginare, così come riesce in maniera egregia la poesia di Giovanni Catalano.

______________________________________________________________________________


Dalla sezione: “Variazioni sulla creazione”


MACUMBA

Chissà che hai perso

quando guardi giù,

davanti all’acqua

dei piatti.

E anche se inclini la testa

per il peso degli occhi

resti in piedi, non cadi,

appesa a fili invisibili.

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Dalla sezione: “Il fabbricante di lenti”


Ci siamo lasciati

ed esistevano infiniti

modi di lasciarsi.

Ci siamo lasciati

eppure tutto al mondo

si univa:

le labbra, le gambe,

il pomeriggio e la sera,

l’ultimo giorno di maggio

ed il primo di giugno.

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Dalla sezione: “I nomi e le città”


PAVIA

Mi chiedi se almeno io

nonostante la nebbia

abbia imparato a distinguere

l’amore dall’attesa

dell’amore.


E mi abbasso per baciarti

se ti stringo alla mia vita

con le mani uscite

dalle tasche della notte.


Noi che siamo fatti

della stessa sostanza

solo per essere stati

qui, una volta, a guardare.


E tu guardi dal ponte,

io aspetto che il Ticino

finisca di passare.

_____________________________________________________________________________

Giovanni Catalano ha pubblicato “Immaginate la ragazza” (Lampi di Stampa, 2009) per la collana Festival diretta da Valentino Ronchi. Ha ottenuto alcuni riconoscimenti in concorsi letterari ed in particolare, nel 2007, ha partecipato al premio nazionale di poesia Gerardino Romano classificandosi terzo con la poesia “Da questa parte”, adesso presente nel volume “Letterariamente parlando” (Esi, Napoli, 2008).

È stato tra i quattro finalisti del 26° premio di poesia Legnano-Tirinnanzi, suoi testi sono stati selezionati al premio Elois Braga edizione speciale 2008 e al concorso di poesia Biblioteca di Brendola, XI edizione.

Ha ricevuto la menzione della giuria, presieduta da Milo De Angelis, al Concorso di scrittura L'amore è un cane che viene dall'inferno XI edizione 2009, promosso dal Comune di Bellaria e dalla Casa Editrice Kolibris. È presente nel volume antologico Subdoli Voli, risultato dell'omonimo concorso indetto dall'associazione culturale Pragmata. Una sua poesia è stata selezionata al II Premio Nazionale di Poesia Poesie al mondo promosso nel 2009 dal Comune di Belforte del Chienti. Finalista alla III edizione del Premio di Poesia Andrea Vajola.

Giovanni e la sua intenzione di fare poesia: Lo sguardo non è un mezzo di scoperta della realtà ma un puro atto di invenzione. La luce investe le cose, le plasma e le disfa, le ricrea continuamente prima di venire riflessa verso i nostri occhi, che subiscono la stessa sorte. La realtà cambia due volte, con essa l'occhio che la osserva. Come a dire che siamo inconsciamente responsabili di tutto quello che esiste, dentro e fuori di noi, anche di ciò che avviene per caso, solo per esserci svegliati e aver aperto gli occhi. Anche i rapporti interpersonali sono uno scambio osmotico, una reciproca metamorfosi, un goffo tentativo di avvicinamento che spesso ci allontana dall'altro ancora di più. Anche perché, una volta creato il mondo, abbiamo bisogno di fabbricare delle lenti, dei filtri, degli schemi mentali che ci permettano di muoverci tra le cose, misurarne la distanza, studiarne l'importanza nella nostra vita. Siano queste lenti di ingrandimento, lenti da telescopio, lenti per correggere le nostre miopie, ogni lente a suo modo distorce, deforma, inevitabilmente ci isola, ci divide dal mondo. Tra l'amore e l'attesa dell'amore, tra la morte e la paura della morte, siamo fragili e soli, infelici perché incapaci di accettare i cambiamenti. Eppure abbiamo assistito a lampi di felicità che valgono forse i più densi dolori e le speranze deluse. Per questo sentiamo di dover intraprendere un viaggio, attraversare città visibili e invisibili, per dirla alla Calvino, alla ricerca dei nomi con cui un giorno potrebbero chiamarci. Ma l'uomo moderno sa anche che c'è un limite ben descritto dal principio di indeterminazione di Heisenberg e da tutta la meccanica quantistica. L'esistenza ha lasciato il posto alla probabilità, passato e futuro sono ugualmente incogniti, mondi possibili e paralleli che si realizzano nella nostra labile memoria e nei sogni, nei libri, negli altri. Il presente invece è privo di durata, la scrittura non riesce a coglierlo, la poesia lo insegue ma giunge sempre un attimo in ritardo insieme alla nostalgia e al dubbio che ci sia stato davvero quel momento. Ognuno di noi sente le contraddizioni a cui è condannato eppure non può fare a meno di cercare un significato, una via d'uscita, di proseguire il viaggio. E ogni viaggio ha senso solo se prevede un ritorno, qualcuno a cui raccontare di quei luoghi esotici davanti a souvenir e fotografie, qualcuno che ci aspetta dietro i vetri."


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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 26/12/2009 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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