"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino) .

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poesie e pensieri di Salvatore Sblando
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


 Salvatore Sblando
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arte
"Come noi" (mia poesia inedita)
2 febbraio 2010


Chi di noi non ha mai concesso tutto se stesso a semplici ed apparenti gesti, ad innocue quanto accese sensazioni.

A seguire, poco dopo, come naturale dicotomia ci si perde in una sorta d'abbandono; esso può essere l'abbandonarsi vero e proprio quanto l'essere abbandonati in una quasi innaturale superficialità, la stessa che invece, a volte paradossalmente, risulta leggerezza.

Da qui si corre spediti verso tutte quelle titubanze, quelle apnee che rendono così precario ed inquieto il nostro convivere sociale.

Da qui, da quest'essere solitudine nella moltitudine perde forma il mio "qualunque uomo"

e diventa parola...



COME NOI

Concedo tutto me stesso ad una passeggiata
di portici e schiamazzi, di profumi ed erbe
di vento e di bandiere.
Siamo in questo esistere di cose non dette
un garbuglio di giochi e silenzi
nell'abbandono di un'apparenza disattesa

Parliamo di strade, fra mendici e rimandi
di vento, solitudini d'asfalto e sigarette.
Preghiamo ché sia la distanza
l'inappetenza del destino a renderci
singolare moltitudine fra specchi deformati

E che non sia la curva di una rotaia
ad indicarci la precisa direzione


(© poesia di Salvatore Sblando)



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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 2/2/2010 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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