"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Marco Priulla su Larosainpiu
6 marzo 2010
Quando si legge poesia,  raramente capita d'imbattersi in versi che ti lasciano subito un'impronta; sarà forse la comune origine siciliana, sarà l'amore per la propria terra e per valori comuni ma quando ho avuto modo di leggere Marco Priulla da Palermo, mi è apparsa subito chiara la sensazione di trovarmi di fronte ad una penna ferma, chiara ed equilibrata.

Perché la mano di Marco riesce ad essere sicura e ruvida con la stessa forza, camminando con decisa sicurezza sull'equilibrio dell'ermetismo e dell'universalità.
I suoi sono versi oramai degni e maturi d'affrontare le acque spesso in guerra del mare poetico.
Le liriche di Marco trovano origine dalla poesia maledetta ma non per questo evitano di guardare al presente; "sono ancora alla ricerca (parole sue) di una via -contemporanea-".
Difatti non è un caso se leggendo Marco ci si imbatte in echi luziani e rebelliniani; così come è facile scorgere richiami a Scotellaro.
La voglia, la passione ed il desiderio di conoscere e migliorarsi, ci sono tutte; il mio augurio è quello di proseguire su questa strada, perché il tratto da percorrere caro Marco, anche se breve non è mai facile da raggiungere.

Di seguito alcune sue poesie:


NON CONTERO' I GIORNI

Non conterò i giorni
sulla schiena dei monti
e a lor fatti
i due grandi amanti del cielo
lascerò distratti:
e di stagione in stagione
saranno queste scandite
in ogni lettera del tuo nome
perché sia esso marmo
vicino e lontano
al suono degli anni
e tu non sia simulacro di giovinezza andata
ma sigillo di vita vissuta.


DONNA FIUMEORETO AL SUO AMATO DI CITTA'

Sono acqua di donna
e piango tristi vicende
di un amore mai nato.
Il mio è un solco ignorato dal sollazzo brutale
di un gelido amante cittadino
che mi chiama Fiume del Maltempo.
Caduti i miei antichi fiori d'euphorbia
nel lento fluire di un letto
nato morto,
antico specchio sporco,
ugualmente mi do al consumo.
Una selvaggia violenza impesta
il mio grembo sulla terra soffocata
e l'aria d'intorno mi rapisce
di pestilenze di cui sono incolpevole;
e chiedo mare al vento
che terribile anch'esso,
amico del mio amato nemico,
solo mi riempie di piogge acide.
Neanche il lontano sole
mi dona azzurre primavere.
Non vedo più i miei piccoli piedi:
l'ingrato amante ha imparato ad usarmi
di uso funebre e distratto,
come fossi un operaio
alla fine della vita;
e come una bambina maltrattata
ricordo remote giornate felici
di floride palme al chiarore
della Luna dei Fenici.
Alla mia fedeltà eterna il suo disatteso rispetto:
perché io non debba soccombere
sotto una cupola di invisi vapori,
perché sulla mia timida corrente
possa rinascere una piccola intensa vita,
Ascoltami!
Sii mio compagno
nei vagabondaggi del progresso:
solo una foglia, un seme,
una nuvola bianca o un'onda,
ed io non avrò più bisogno
di questa preghiera.



INDAGINE AD OCCHI BASSI

Lasciami nel cuore delle cose
ad esse legato, incatenato
al trionfo quasi vergognoso
di una parola senza tempo.



Alla richiesta d'inviarmi una dichiarazione di poetica, Marco mi ha risposto in versi che di seguito vi propongo:

BISOGNI

Montale ammoniva
di non chiedergli la parola che squadri da ogni lato
l'animo suo informe.

A me non chiedere
la parola d’inchiostro durevole
che fissi al foglio il comando,
la giustezza del gesto,
il verso morale che lacrima
d’imperio e Verità.

Non di una sola idea la mia poesia è voce.
Ma di moti d’animo, di motivi di sguardi
senza catene, di pensieri inciampati
in metropoli di sensi.

Prendi solo queste mie piccole ore
e falle tue, lettore.
Cerca, se puoi, la tua nota
di storia;
il sogno, il fantasma, il gusto, il disprezzo
che il tuo cuore declina;
l’occhio aperto e chiuso,
la mano, il riso, il morso sulle labbra,
la saliva per la bocca, il diario
di cronache vaghe, di rabbia senza testa,
i miei guanti di strada e i sonori
tasti di un giorno muto.

Cerco eco fraterni
che stringano i pugni alle mie tensioni
e ridano, se mi solleticano.
Accordo la corda del mondo
che vibra pizzicata dalla moltitudine
che raccolgo.

Chiedimi di perdere tempo,
non di dare ad esso un nome.
L’attimo di un senso, il senso di un attimo,
non il Verbo o la Ragione.

La Mia Verità è sulla via, con le scarpe rotte:
mi aspetta. E non sa leggere e non sa scrivere.


Ed infine una sua breve biografia:


Marco Priulla è nato e vive a Palermo. Dopo la maturità classica si è iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università della sua città. Allo studio affianca l'interesse per la letteratura, per la musica e la militanza politica. Scrive come critico musicale per diverse webzine e cura personalmente il sito http://rockinitalia.altervista.org
Nel 2007 ha pubblicato per la Magnetica Edizioni "Heavy Metal Messiah", saggio romanzato sulla band inglese Judas Priest. Escluse due occasioni di poco conto, questa è la prima volta che le sue poesie escono di casa.


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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 6/3/2010 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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