"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Sylvia Pallaracci su Larosainpiu
18 agosto 2010
L'autrice che sto per presentarvi ho avuto il piacere di incontrarla nel mio girovagare tra le positive tortuosità della rete, nel mio voler leggere e cercare cocciutamente, poesia.
Sylvia Pallaracci, non ha ancora pubblicato alcun libro ma l'assennatezza dei suoi versi è innegabile; mi assumo la responsabilità di quest'affermazione nonostante il suo stile sia opposto al mio.
Raramente infatti mi è capitato di apprezzare autori che non incrociassero anche solo per poco il mio modo di intendere poesia.

Perché per Sylvia ogni verso è una preghiera, invocazione, che rivolge a quella che essa stessa ha assunto come suo credo fin da bambina.
Il suo modo di scrivere, come ho avuto l'opportunita già di dirle è magicamente disperato; i versi delle sue poesie arrivano dritti come una lama nel buio affilata.
Il particolare incedere per fotogrammi, l'attenzione inconsapevole che presta alla scelta dei vocaboli, dell'impaginazione, rende lo stile di Sylvia adulto e capace di parlare ai luoghi del sentimento come dell'attrazione in una sorta di originale proprio habitus della mente.

Non ho voluto, in questa mia nota, appositamente citare alcun suo verso; vi invito quindi, qui di seguito, alla lettura di alcune sue liriche, lasciando al voi il metro per ogni sorta di giudizio.



LA SOGLIA

Sono nata per vagare
senza respiro
con le vesti sfrangiate
dalle ortiche pelose

Questa l’eredità
per aver effuso voce
come di pioggia
su un acciottolato riarso
dalla desolazione

Non un tesoro grandioso
o la conveniente saggezza
di chi sopravvisse
in lande ancora mortali
al veleno e alle croci

Ho strappato tutte le bacche
rosse sferule tentatrici
per le mie mani
malate di vita

e ho camminato attraverso
sagome d’umanità
graffiandomi su
labbra screpolate dal rimorso
e un’aria rarefatta
da sillabe scordate

Anche l’inferno mi teme
da quando il mio ansare
ruppe il silenzio
e mi lascia sulla soglia
col sigillo in mano
di quella porta violata
per entrarci dentro



LA TERRA DI MEZZO

Torno 
ogni notte
sbronza
del ricordo
di un appuntamento sopra un ponte
nella mezza terra di nessuno
che si fece Universo
appena afferrammo e unimmo
i nostri lembi di vita



S-GROVIGLIO

scioglierò ogni nodo
legando
saliva a sapor di corda
strappandoti
al giorno inutile
in cui non c‘ero ancora 

ti svelerò
nell'istante 
in cui l'aria mi bacia la schiena
quando i capelli la scoprono
mentre mi volto
a guardarti

e mi spezzerò le ossa
per tenerti
fermo
sui miei fianchi
inarcando il buio

che mi seguirà…

…incosciente




RI-VERSAMI

Potresti chiedermi
di smettere

Ma il verso tramuta
la rosa nella sua spina
e andando a capo
sgocciola…

Endecasillabi sciolti
in un flutto improvviso
al colmo
di una canicola d’agosto

Un gioco d’azzardo
ci ha spogliati di tutto
e ci siamo trovati, disperati
con le mani nello stesso sacco

A frugare terra
sufficiente a riempire
quattro solchi di incoscienza
in ginocchio.

Dovrei chiederti
di trovare la chiusa.
Adesso, continua…



IL FIORE RECISO

Ti sono morta
dentro
folle baccante
delle tue sbornie
di spirito e spettri

Nessun miracolo
mi ha salvata
dallo scempio
che ha reso il tutto
nulla
occultando il vero

fauci affondate
fino alle ossa
e falci luccicanti a freddare
il dire

di una donna che aveva voglia
di essere tramortita
dall’amore
sfibrata
di tutta quella carne
lasciata ad abbrustolire
sui fuochi
dei tuoi deliri
fatui

Hai inventato
tu, la mia storia
e le ragioni del mio sentire
mi hai cercata
nei luoghi da non nominare
dove nascono
già recisi tutti i fiori

tutte le notti
premuroso di adagiarmi
su un letto già pronto
per i miei sogni d’oro
nero
per il tuo sogno
morto

un taglio al dito
per suggellare l'anima tua
alla mia, corteccia
tremante più delle foglie
del bosco senza ombra
di luce

unica dimora e reame

di me Regina
senza corona né sangue
blu, come il tuo
avvelenato dal male
e da quel dio dannato
che benedici
per avermi creata

cosi’

per te.



DICHIARAZIONE DI POETICA DELL’AUTRICE

"una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere" - Simone de Beauvoir

Credo che la Poesia per me rappresenti una rincorsa frenetica alla vita, quasi un accanimento verso me stessa a colpi d’amore.
La mia scrittura attinge dal mio sangue.
Parla dei miei luoghi profondi, di un faticoso ma inevitabile percorso di sofferenza attraverso cui rivendico il diritto di aggrapparmi a tutto ciò che appunto mi rende viva, un percorso fatto spesso di salti nel vuoto, di scosse d’assestamento inaspettate, di momenti di assoluta disperazione ma anche di estasi inaudita.
E’ uno svisceramento senza sosta e per farlo occorre una grande “sincerità”-nella poesia non si può barare-e tempo, molto tempo, tutta un’esistenza.
Ecco perché ogni minuto della mia giornata è condizionato dallo scrivere; perché è una necessità che pulsa e respira di me, che mi porta a descrivere perfino lo sguardo che indosso ogni mattina.

Io non so se sono una Poetessa; certo è che non amo molto la tecnica e preferisco affidarmi più al sentire che alla parola.
La parola diventa, nel mio caso, non un mezzo per catturare gli istanti, ma per dilatarli.
Nella parola l’emozione brucia in un attimo ma rimane immortale.
E la Poesia non è altro che un gesto d’amore verso me stessa, la mia consegna all’eternità.



NOTA BIOGRAFICA

Sylvia Pallaracci nasce il 18 Giugno 1976 a Foligno(Perugia), dove attualmente vive e lavora.
Dopo la Maturità Classica,consegue la Laurea in “Podologia”nella Facoltà di Medicina e Chirurgia
dell’Università degli Studi di Perugia,nonché il diploma in “Riflessologia Plantare Integrata” presso l’istituto di Naturopatia Riza di Bologna.
Grandissima amante e cultrice della Letteratura e della Musica di ogni epoca, dice di essersi “votata”alla Poesia da quando ha memoria.
Attualmente partecipa a siti e blog collettivi di poesia,quali: www.poetika.it, www.rossovenexiano.com, www.clubdeipoeti.it, www.nuoviargomenti.altervista.org,
www.leviepoetiche.blogspot.com.
Ha ricevuto il primo premio “Ibiskos 2KB di poesia” 2010.
E’ autrice selezionata per l’Antologia “Pensieri d’Inchiostro V ediz.”, 2010 Giulio Perrone Editore e per l'Antologia "Parole in Fuga", 2010 Aletti Editore.










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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 18/8/2010 alle 20:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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