"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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Felice di aver (poco!) aiutato Sal a creare il suo blog! Nausica
["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Prospettiva Natalia Castaldi
20 ottobre 2010
"essere poeti significa prima di tutto avere una personalità da
far parlare, solo dopo, molto dopo, seguono le parole. -
ecco, in questo senso sono poeta. felicemente poeta.

(Natalia Castaldi)



Avvicinarsi e parlare di Natalia Castaldi, delle sue poesie, del suo modo di vivere ed affrontare la parola per uno che come me, da sempre è tentato dall'arte dello scrivere senza mai caderci dentro appieno, risulta difficile ed al contempo affascinante.
Non si può dire di Natalia e del suo scrivere, in maniera semplicistica; la sua è una poetica ferma, completa e sicura come mai m'è capitato d'incontrare.
Nelle sue poesie è "come se qualcosa trattenesse il tempo un passo indietro/ dentro l'eccitazione lasciva e nuda dell'esistenza sulle dita".
E' un inchiostro rosso sangue quello utilizzato dalla Castaldi per scrivere; il pennino un coltello affilato che maneggia senza mai tagliarsi.
Il suo verso è grimaldello che ritorce qualunque sbarra come "nel ciarlare della ruggine sulle inferriate" e non c'è semplice chiave di lettura che possa identificarla e rinchiuderla perché, "Non c'è altro che io possa inventare stanotte/ se non la verità delle scritture".
Natalia Castaldi è timbro unico ed al contempo universale, arriva al lettore in atteggiamenti unisoni ed intimi al cuore ed al suo vociare notturno.
Tra le parentesi quadre del mondo poetico vive [L'imperfetta meraviglia dell'imitazione della bellezza/ -come letture tra le dita].
Perché anche questo sono le poesie di Natalia, letture tra le dita; e che meraviglia il perdersi tra le piccole righe dei polpastrelli!

Natalia non è poeta da sentimento unico, perché "S'io fossi poeta di solo amore/ avrei smielato il cielo di tutte le stelle/ ed in picchi glicemici/ avrei la carie ai denti".
Nella sua produzione e nella recente raccolta pubblicata su internet e poi ritirata, dal titolo "Dialoghi con nessuno", si rasenta la naturalezza della circumnavigazione passionaria dell'anima.
"Li osservavo passare in fretta e sognavo un avvenire/ che me ne facesse ricordare il nome: ma una mano scrisse una legge,/ poi perì nel sangue".

Vorrei poter proseguire questa mia piccola nota così -tra i versi- e diluirmi, perdendomi tra le braccia calde delle sue parole, (già lo so, facendo un torto a tutti quelli che non pronuncerò), perché

Cos'altro ancora la mia parola
se non arma, coltello e lama
penna iniettata di veleno,
di sudore?
Contro lo sciacallaggio dell'ottimismo
nella cecità mediale
compito e dovere
portare letizia e rivolta
carezza e scompiglio
nel torpore.

Potenza d'un petalo
purpureo di papavero:
oppio alle mie vene




[Mi frappongo fra parole e oggetti,
ascolto le maiuscole di ogni principio
fino al punto marginale di fine discorso.
Non restano che monologhi sordi
che sbiascicano suoni prodotti a caso,
quasi fossi anche io la sedia
che trascina l'andatura al pavimento
emettendo un latrato che non le appartiene
e segna l'abulia del gesto alla mano].



Socchiudi un occhio,
metti a fuoco il desiderio sinistro
e fai danzare - ferma, come in un mirino -
la luna sul tuo dito medio.
Piano, vedrai,
sarà come fotterti il cielo
nel punto osceno e preciso
del precipizio nel vuoto



aprire la bocca su te
è perdere la concezione di ogni principio
o fine?]
nell’incipit di un a venire
che somministro
con crudeltà di grazia.

è una parola a gestire il mutare del vento
la rapida del fiume, la perturbazione da puntinare nero su bianco.

nell’oscillare delle rapide d’umore
un gemere silenzioso
[negoziare o morire]
nella pioggia di settembre



“La forma del tuo cuore è disegnata nell’aria
E il tuo amore rassomiglia al mio perduto desiderio."
P. Eluard

la bellezza è una cosa tenue, leggera, quella gentilezza che si fa notare appena e spesso passa inosservata

[da quando penso a quella cosa che hai scritto dell'aria.
Non ricordo la pagina, il giorno o l'ora,
né il titolo di quella raccolta o il verso a seguire.
Non ho buona memoria, lo sai bene,
e faccio fatica riconsultando continuamente le nostre letture.
Ché poi non si sa mai se domani deciderai
di darmi quella leggerezza nella tua scrittura,
ma qui la notte è pesante quanto un'assenza
che la bellezza turba con la tenue tenerezza delle cose di ieri.
Non c'è altro che io possa inventare stanotte
se non la verità delle scritture
da nascondere tra le pieghe a bordo pagina
come un segno distintivo,
[fisso
da mantenere integro ed intatto
senza svelarci la dannata paura di essere persone
che abdicano alla ragione del tempo
lo spazio vitale in cui può mancare
la banalità di un...





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