"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Leonardo Sultato su Larosainpiu
15 novembre 2010
Ho imparato ad apprezzare la ferma valenza poetica di questo giovane autore in tempi non sospetti, fin da quando nel forum "Officina della poesia -Nicola Imbraguglio-", cominciò a far sentire la propria voce; voce, subito contestata da chi fino a quel momento era considerato punto fermo ed indiscusso.
Ad essi Leonardo ha sempre opposto un bagaglio culturale di grande spessore, senza mai scadere in retorica o qualunquismi di sorta.
Ne è venuta fuori così una personalità unica, con le incertezze tipiche di un ventenne ed al contempo con una invidiabile maturità letteraria.
Nella poetica di Leonardo la parola, oltreché in senso logico, è utilizzata anche in senso incantatorio; l'ispirazione è dettata non solo come direbbe la Szymborska da un continuo "non so" ma da una sofferenza ed un tormento vissuti da tutta e con tutta la sua pelle.
Chiari sono i riferimenti alla poetica di Antonin Artaud che Leonardo ha saputo far diventare primi ciottoli di un preciso percorso poetico.
Non voglio utilizzare ulteriori parole per presentarvi Leonardo Sultato; vi lascio quindi in lettura di seguito, i suoi testi, la dichiarazione di poetica e la sua biografia.


Mater II

E' difficile ricordare la caduta

all'inizio è incendio e buio

poi una luce chiama, piano
t'invita al nuoto, a rotolare giù
come un masso

tu urli, e quasi non senti il pianto
di feto che già sospetta l'inganno
in quel bisturi-coltello che taglia la via del ritorno
ad una luce che già dissolve in colore

e non ha voce per chiedere spiegazioni
a chi lo misura - lo pesa, come un agnello
indegno dell'altare

e se ridi al ricordo delle mie gambe mozze
della mano incerta che non lascia né afferra
ma ripiega sul seno, per sentire un'altra volta
battere il tuo cuore

devi sapere che ancora oggi
sento quel pulsare scottarmi le dita
ma è un altro il nome
che incide sulla mia ferita.



Password

Non mi riconosco più negli slogan
incisi col coltello sui muri

nei graffiti erosi dalla rabbia, nei manifesti
elettorali bruciati da una sigaretta
negli sguardi di filo spinato
degli immigrati –presenti e futuri-

le catene sono nell'armadio fra la tuta
d’operaio e il vestito da festa
l’I-pod (appuntato) come una coccarda
segno di un’emigrazione verso altri nick
ed estasi virtuali

cominciano a starmi stretti anche il chiodo
e i pantaloni strappati a scoprire un cavallo
che già da tempo ha abdicato alla sua fantessa

dimmi tu cosa fare quando l’adolescenza
si trascina come una balena spiaggiata
e la maturità non è che risacca
login ad un forum con la password
da tempo disabilitata.



Nick

Vorrei che avessi il sapore
della cenere sulla tastiera, l’alito di fumo
che sbatte sullo schermo e ritorna
quasi fosse nulla questo esporsi, tagliarsi

rigirarsi come in una gabbia di pavone
alzo le penne – nascondo la testa
ma oltre il vetro non c’è movimento
immagino denti scoperti, volti contratti
col dito sottolineo i passaggi migliori
taglio e incollo confessioni, distorco
allusioni, compilo elenchi
-associo nick e cognomi-

eppure non uno sbalzo di voce
deforma le lettere, vorrei mappe
binari che non si biforchino
prima della destinazione

una stretta di mano, il fiato
sconnesso di una corsa
ad inseguire il mio treno.




DICHIARAZIONE DI POETICA DELL'AUTORE

Per me la parola è l'ultima possibilità di ricomposizione di un mondo frantumato, che ha smarrito il senso. Di solito parto da un concetto, da un'idea, e poi sto giorni a pensare quali siano le parole più adatte a svilupparlo, quali metafore utilizzare. La scelta delle metafore è particolarmente impegnativa: credo infatti ogni immagine rimandi a una tradizione di pensiero (laica o religiosa) che invece di ridurre le possibilità di interpretazione le accresce a dismisura.




Leonardo Sultato nasce 23 anni fa a Padova, si diploma nel liceo delle scienze sociali della sua città, prima di trasferirsi a Venezia. Attualmente frequenta il primo anno della facoltà Teologica del Triveneto di Padova, nel corso di Istituto scienze religiose, ossia vorrebbe diventare insegnante di religione.





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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 15/11/2010 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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