"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Francesca Grasso su Larosainpiu (Due poesie e una video-poesia)
12 gennaio 2011

LA MIA PENELOPE

c’è un luogo geografico
nella mia Penelope
dove il rosso irriga la nudità
puntella dentro le ossa
fin dentro le maree
il sigillo aguzzo del mio crederti
impronta e segno a lato del giorno
mi vivo, mi dilavo, ti aspetto
un atto a noi, le stelle di mezzogiorno
sotto l’abbondanza del buio
nell’angolo sicuro del nostro tutto
sullo spago sottile che ci fa foglie




TANGERI

sono entrata nel respiro
con il petto, ad ascoltare gennaio
le tegole della nebbia
che sfarinano luce

la bassa acqua nelle pozze
dove per caso, immergo il passo
la pioggia svogliata e analfabeta
che irriga le costole dei palazzi

le foglie hanno cambiato occhi
avvicinandosi troppo
al congedo labirintico del giorno
e ce ne stiamo muti

pensando a Tangeri lontana
alla valigia di rose
che dimenticammo
nella stretta di due dita





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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 12/1/2011 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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