"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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arte
Quale Dio (poesia di Paola Casulli)
4 maggio 2011


I
Ombre nere, rasenti di gatti
reggono il computo degli oltraggi alla luna sui tetti

Civette
e vaganti licantropi a caccia
si sgretolano
sulla riluttanza di chi guarda al prodigio
con la ragione e il verbo

E i fondali di chiesa restano immobili
rilucono di liturgie, fascinazioni negromantiche.
Si esplorano le turbolenze dell’acqua
cercando apparentamenti. Mentre Ordigni rotolano
dalla pianura fino ai salici
dove la vita è ghiaccio
e non si scappa a scavalcare muri.

II
La vita è un corridoio sghembo
dove seminare fiumi da fiorire nelle primavere nascenti

Gli spasmi di pino
nel verde agonizzante di una radice pulciosa
non è immagine intricata d’oratore

È ciò che dobbiamo scartare. Ricamare
sulle viscere nude del diavolo
per non averci fatto suoi.

III
Annunciazione è un filo di voce
sul viso
e la linea scura trafigge
la scelta
audace annegamento di ogni canzone.
Contraddizione, tremore, dubbio
si intrecciano
a pause di luce mentre marzo
unisce le foglie sulla porta
e le parole varcano
l’inespugnabile alba.

IV
Lucifero ha una mano onesta
che scorre la cicatrice della notte
scoprendo simiglianze e amnesie
di quest’ angelo torvo
che folleggia
tra le antiche vie
misurando la vacuità delle sue ali
scavate dalla fame di elogi.
Si chiede perchè
i giorni muoiano
generando bagliori.


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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 4/5/2011 alle 19:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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