"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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Felice di aver (poco!) aiutato Sal a creare il suo blog! Nausica
["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


 Salvatore Sblando
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arte
Poesia dedicata ai centocinquanta anni dell'Italia
17 marzo 2011



ARANCE, MANDARINI E MANDARANCI
(poesia di lotta e di governo)

Imparai subito, fin da bambino a distinguere
fra arance, mandarini e mandaranci.
Mi spiegava infatti il signor Sganzetta, vicino di casa
torinese di quarta generazione che le arance simboleggiavano
la cultura piemontese, grande, grossa e succosa;
i mandarini invece erano sinonimo di meridionalità
di chi arrivava dal sud, piccolo, rachitico e per certi versi aspro.
Il mandarancio quindi non poteva essere altro che l’incrocio
di là a venire, di queste due culture.
Crebbi così col complesso del mandarancio,
divenni uomo e mi sposai o forse prima mi sposai
e poi divenni uomo o fors’ancora lo devo diventare
convivendo tuttora con mia moglie; perdonatemi però, ho dimenticato
o non voglio ricordare, la genesi di questi eventi.
Resta il fatto che vorrei spiegare a chi mi volge
delle parole solo il dorso che “sanguigno” si pronuncia
indugiando sulla “GN” e “tranviere” lo si scrive con la N o con la M
è indifferente.
Reciterei poi con gli occhi chiusi e a muso duro
la poesia sui limoni a quei poeti
o pseudo tali senza scorza e senz’aura.



(dal Segreto delle fragole 2010, Ed. LietoColle)
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