"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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LITtle blog di Salvatore Sblando
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Felice di aver (poco!) aiutato Sal a creare il suo blog! Nausica
["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


 Salvatore Sblando
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arte
Maria Grazia Galatà su larosainpiu
4 agosto 2011


(foto di Maria Grazia Galatà)


ungendo

soqquadrando

il duodecimale

s'affronta sottintendendo

se duplice rafforza

l'asimmetria del variato

o la nota crescente

s'appresta

nell'atto scrostato

(inedito 2011)



un corto circuito

circuisce l’anima

l’anima

non conta

non canta

conta minata

ad ampio raggio

accerchiamenti

dottrinanti

né piangono

né muoiono

e svuotano

svuotano

tagliano tagliano

odiano odiano

       fletto

! ! no ! !

(2003)




sbanda

colori tonici

metaboli viventi

a oriente

teatrando

scaglie

di scogli

tuona

? il mare ?

(2003)



testimonianze

di tempi occulti

registrano

              sfericità

dittonghe

sistemi termici

termiti

a registrazione

scorretta

reggono spazi

oziosi

di tongo

(2003)

(presentazione del Libro "Congiunzioni")

(contenuta nella pubblicazione “Isole Dipinte” di Matteo Ferretti in occasione della 51^ Biennale di Venezia)



varare

forando inquietudini

                            maledette

zone

al confine ultimo

incontrollato

                   calcificazione

                   accadimento

                   o

delirio mistico

(2003)

(contenuta nella pubblicazione “Isole Dipinte” di Matteo Ferretti in occasione della 51 ma Biennale di Venezia)








(post in collaborazione con Vincenzo Mancuso)
arte
In medias res
8 luglio 2011

 

 
 
 
Call
 
Al telefono l’acume raggiunge il picco
e non c’è distrazione corporale che intralci
il risultato; occorre crederci, per dirigere
chi ascolta verso la salvezza – un atto dovuto
per un paese che misura la fiducia
da un gesto puerile, la lacrima del momento
con in serbo un gingillo cinese
fra le liste dei rimedi.
Il pregio sta lì, sul muro di gomma
educati ad insistere, a sorridere nel vuoto.

 

 

Hospital

 
 
Nelle corsie tutta la pietà
si conta in fiale, tra la carta stampa
dove lo sbavo si spera sia un errore
per un encomio al camice, l'unico
a comprendere che il rigoglio è salute
e non convincimento nel creato.
Si parla poggiati sul pizzo della sedia
per non approfittare, pronti allo scatto
e via lontano alla seconda porta
dove l'angelo che spara a salve
promette pace se si ha pazienza
a coltivare la salita, i cibi semplici
qualche lettura classica.
E si guarda fuori, è ovvio
dove l'affanno scrive la magrezza delle foglie
secche sul madido al di là del proprio naso.
Anche noi qui si è appesi a un ramo
e ci si resta.

 

 

 

 

 

 di Vincenzo Mancuso (2008)

 

 
 

 


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permalink | inviato da Vincenzo Mancuso il 8/7/2011 alle 20:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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