"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


 Salvatore Sblando
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DIARI
Poesie dal carcere di Bollate
6 luglio 2011

L'amico Salvatore mi ha chiesto di provare a descrivere le emozioni vissute la settimana scorsa, nel leggere per la prima volta poesie, oltretutto davanti ad un pubblico composto quasi esclusivamente da poeti...

Come si fa? il rischio di cadere nell'ovvio e scontato è altissimo! così come è difficile, per chi come me, ha (forse) maggiore dimestichezza con numeri, retribuzioni, controlli, invece che, con la trasposizione in parole di emozioni.       

Grazie all'incoraggiamento ed alla gentilezza di Diana, mi sono ritrovata a prestare la mia voce a persone che stanno attraversando un particolare periodo della loro vita, per scelta o per sbaglio, questo non ha importanza, ed hanno provato a raccontare scorci delle loro emozioni attraverso la poesia. Io non sono una scrittrice, le poesie le leggo, non me ne intendo di metriche, distici o strofe, quello di cui m'intendo sono le sensazioni che vivo quando m'imbatto in qualcosa che mi piace.

Quando leggo, ma questo credo capiti a chiunque ami leggere, vengo trasportata in un'altra dimensione: con i romanzi mi capita spesso di "viaggiare", sia nel tempo che, nello spazio, ma con la poesia le emozioni variano tante volte, quante sono le letture che le dedico. Quello che mi piace della poesia è la capacità che di trasmettere emozioni sotto diverse sfaccettature che, variano a seconda degli stati d'animo, del modo in cui viene letta oppure ascoltata. Ci sono descrizioni di attimi che possono avvenire solo attraverso la poesia, descrizioni che in quel momento ti legano all'autore, il quale ti conduce per mano a vedere le cose con i suoi occhi, ma allo stesso tempo le medesimi immagini, sono solo tue, perchè tua è l'emozione dell'attimo colto.

Forse non solo il Poeta è un fingitore, come sosteneva Pessoa, ma lo è consapevolmente o inconsapevolmente anche il lettore che, vive quanto il Poeta è arrivato a sentire, poiché alla fine un'emozione resta sempre un'emozione; questo è quanto ho vissuto giovedì scorso: una piacevolissima emozione.

Foto tratta dalla rete


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permalink | inviato da redhair il 6/7/2011 alle 23:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
arte
Fertile (mio inedito)
2 aprile 2011
("Sogno serale" di Antonello Atzori)



FERTILE

Forse è l’impaccio di un abbandono
l’impiccio di un proiettarsi all’angolo
lo spogliarci d’ogni noi ad imprigionare
un rovo d’affanni

Come a cavalcare la neve
imbracciamo le labbra della notte
per farne arma e soffocare
ogni minuto di sonno

Hai tolto l’ultimo maglione
quel ch’è fertile ora scalda
il rifugio di una realizzata solitudine
dove il vivere una nudità senza pelle
ed il provenire senza genere
divengono essenza
sopra i morbidi spilli di un bacio




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arte
Poesia dedicata ai centocinquanta anni dell'Italia
17 marzo 2011



ARANCE, MANDARINI E MANDARANCI
(poesia di lotta e di governo)

Imparai subito, fin da bambino a distinguere
fra arance, mandarini e mandaranci.
Mi spiegava infatti il signor Sganzetta, vicino di casa
torinese di quarta generazione che le arance simboleggiavano
la cultura piemontese, grande, grossa e succosa;
i mandarini invece erano sinonimo di meridionalità
di chi arrivava dal sud, piccolo, rachitico e per certi versi aspro.
Il mandarancio quindi non poteva essere altro che l’incrocio
di là a venire, di queste due culture.
Crebbi così col complesso del mandarancio,
divenni uomo e mi sposai o forse prima mi sposai
e poi divenni uomo o fors’ancora lo devo diventare
convivendo tuttora con mia moglie; perdonatemi però, ho dimenticato
o non voglio ricordare, la genesi di questi eventi.
Resta il fatto che vorrei spiegare a chi mi volge
delle parole solo il dorso che “sanguigno” si pronuncia
indugiando sulla “GN” e “tranviere” lo si scrive con la N o con la M
è indifferente.
Reciterei poi con gli occhi chiusi e a muso duro
la poesia sui limoni a quei poeti
o pseudo tali senza scorza e senz’aura.



(dal Segreto delle fragole 2010, Ed. LietoColle)
CULTURA
Viva l'Italia
16 marzo 2011

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arte
LE PuPezze del Cuore – Laboratorio Creativo
22 febbraio 2011

LE PuPezze del Cuore – Laboratorio Creativo

4- 5- 6 Marzo, dalle ore 17 alle ore 20, al Castello Carlo V - Viale 25 Luglio, Lecce 

Il Laboratorio Creativo Le Pupezze del Cuore rientra nelle iniziative dell’ambito di Itinerario Rosa 2011, patrocinato dall’assessorato alla Cultura della Città di Lecce. 

Si partecipa attrezzandosi semplicemente di: 

Un piccolo kit per cucire (ago, spoletta di cotone e ditale)
Forbici arrotondate per bambini
Un golfino in disuso o guanti di lana spaiati (necessariamente puliti)
Piccoli accessori: bottoni, tulle, nastri, piccoli pizzi etc. (che verranno disposti nei cesti di ciascun tavolo) 

Le PuPezze sono piccole creature dal cuore caldo, nate dall’alchimia di lana e sogni. Si tratta di personaggi di stoffa che hanno la forma della fantasia. Ogni PuPezza ha l’originalità di essere unica, realizzata con parti di vecchi golfini, bottoni (non importa se uguali), fili di lana per capelli o orecchie di stoffa, e tulle, e nastri che non mancano mai nelle nostre case, raccolti spesso nelle scatole delle cianfrusaglie. Si riporta alla luce un’antica arte, quella di confezionare i propri giocattoli, cuciti col cuore e conservati nel tempo come cari ricordi. Questo laboratorio ha come principali finalità, l’educazione all’ecologia, l’interazione e la collaborazione tra i partecipanti, grandi e bambini. Un’occasione di socializzazione e responsabilizzazione verso tematiche fondamentali per il nostro territorio: il rispetto per l’ambiente e l’integrazione sociale. Un’ occasione che vede partecipi, bambini insieme ai genitori o nonni o figure familiari significanti. Il numero massimo dei partecipanti previsto è di 20 bambini per ciascun giorno (dai 3 ai 7 anni) accompagnati almeno da un adulto col quale realizzerà il manufatto previsto. Questa idea è nata dall’incontro di Milena Galeoto, pedagogista, esperta dei processi formativi e le creazioni di Irene Ester Leo, poetessa e scrittrice salentina, dottore in Beni Culturali, maestro d’arte applicata.
Partecipare è gratuito, basta scrivere a barrueca@libero.it per prenotarsi o telefonando al 328 1470714.


sito web: http://pupezzedelcuore.jimdo.com



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SOCIETA'
Dialogo surreale fra dipendente dell'azienda di trasporti pubblici torinesi (GTT) e un passeggero
23 dicembre 2010



Al capolinea del 58 e 58b in Via Bertola angolo Via San Tommaso, un passeggero con l'aria alquanto infastidita in attesa del bus, domanda:


Passeggero: "Tra quanto arriva, tra mezz'ora?"

GTT: "Scusi, non ho capito (sob!)"

Passeggero: "Tra quanto arriva, tra mezz'ora?"

GTT: "Scusi qual è la domanda, visto che si è già dato la risposta? Ad ogni modo, tra 7 minuti arriva il 58b"

Passeggero: "Sì sì, certo, come no. Ma quando arriverà il mio Partito, vi cacceremo tutti!"

GTT: "Qual è il suo Partito?"

Passeggero con petto in fuori: "La Lega e sono pure Parlamentare. Quando arriveremo cacceremo anche il Presidente AAA e l'Amministratore delegato BBB".

GTT: "Mi scusi ma il Presidente si chiama CCC e l'Amministratore Delegato si chiama DDD".

La discussione ad un certo momento è interrotta dallo squillo del telefono del passeggero.

DRIIIIINN..... DRIIINNNNNN.... DRIINNNNNNN!!!!

Passeggero rispondendo al telefono: "Sì sì, ti ho chiamato io. Qui è tutto uno schifo. Vieni a prendermi in Via Bertola con l'auto di servizio, sì... quella con il tagliando del Senato".



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musica
Cofani e portiere - Carlo Fava
19 dicembre 2010

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