"mi do alla poesia perché al momento non vi è nulla di più rivoluzionario" (mio pensiero mattutino)
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Felice di aver (poco!) aiutato Sal a creare il suo blog! Nausica
["Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe"] 

 


 

 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


 Salvatore Sblando
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arte
Il lavoro e la poesia
30 aprile 2008

Ho chiesto all'amica Serena Focaccia, che molti di voi hanno già imparato ad apprezzare su questo blog, di segnalarmi alcune poesie aventi per tema il lavoro.
Fra quelle segnalate abbiamo poi scelto le due che di seguito potete leggere; la prima è "la cucitrice" di Giovanni Pascoli, una poesia avente un soggetto femminile, molto semplice e delicata. La seconda è "l'omino della gru" di Gianni Rodari, una poesia tanto leggiadra quanto piacevole ed apprezzabile.

E' questo il modo, mio e di Serena, di augurare a tutti voi buon primo maggio.


Giovanni Pascoli

LA CUCITRICE

L'alba per la valle nera
sparpagliò le greggi bianche:
tornano ora nella sera
e s'arrampicano stanche;
una stella le conduce.
Torna via dalla maestra
la covata e passa lenta;
c'è del biondo alla finestra
tra un basilico e una menta
è Maria che cuce e cuce.
Per chi cuci e per che cosa?
un lenzuolo? un bianco velo?
Tutto il cielo è color rosa,
rosa e oro, e tutto il cielo
sulla testa le riluce.
Alza gli occhi dal lavoro:
una lacrima? un sorriso?
Sotto il cielo rosa e oro,
chini gli occhi, chino il viso,
ella cuce, cuce, cuce.



Gianni Rodari

L'OMINO DELLA GRU

Filastrocca di sotto in su
per l'omino della gru.
Sotto terra va il minatore
dov'è buio a tutte l'ore;
lo spazzino va nel tombino,
sulla terra sta il contadino,
in cima ai pali l'elettricista
gode già una bella vista,
il muratore va sui tetti
e vede tutti picco letti...
ma più in alto, lassù lassù,
c'è l'omino della gru:
cielo a sinistra e cielo a destra
e non gli gira mai la testa.







permalink | inviato da Salvatore Sblando il 30/4/2008 alle 23:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
arte
Due poesie per augurarvi buon 25 aprile
24 aprile 2008

Cari amici vorrei augurare a tutti voi un buon 25 Aprile con due mie vecchie poesie; la prima dedicata ad un grande comandante partigiano piemontese, Davide Lajolo.
La seconda è stata scritta all'indomani della scomparsa di un mio caro collega, nonchè maestro ed esempio di vita, Pasquale Tavano.


L’ERBA GIALLA

Il cielo di notte s’addormenta
tingendosi di rosso
come due occhi dopo il pianto.
La fatica è ancora presente
in quei quadri d’erba
dove il vento simula l’onda.

Montedelmare qui ha il suo profilo
tra gli sterpi calpestati
disegna la sua strada
nell’angoscia indifferente delle case
nei pensieri rinchiusi tra le mura
del capanno di Ulisse.

“E’ qui il mio nido” tu dicevi
a dei nomi oramai morti.
Ed io come allora vorrei imparare
a vedere l’erba gialla
dalla parte delle radici.

(a Davide Lajolo -Ulisse- Comandante partigiano)



IN MEMORIA DI PASQUALE TAVANO

(amico, compagno, sindacalista)

Si è radunata la vita ai tuoi piedi
quasi fosse un corteo.
Dilla ancora una parola
alla fila dei giorni
che oggi è qui per te.

Perché nessuno può attendere
che l’attimo oltrepassi la voce
ora che il momento percorso insieme
non avrà più tempi d’attesa
né passaggi ad orario.

Lascia che sia così
questo lento camminare
come il cipiglio rosso
della tua barba

o come l’incanto discreto
dell’averti vissuto.

(Torino, 27/04/07)
 



(© poesie di Salvatore Sblando)




permalink | inviato da Salvatore Sblando il 24/4/2008 alle 19:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa
arte
Delirium voti
16 aprile 2008

 Passato il periodo elettorale svesto il mio blog dagli abiti del militante provando a riprendere nuovamente il percorso poetico che in queste pagine ho ultimamente interrotto.
 Pubblico così di seguito una poesia dell'amico e poeta Roberto Borghetti che bene descrive la disillusione e la delusione post-voto.

DELIRIUM VOTI

Arriverà il giorno in cui la falce
s’arrugginirà dentro la scansia e la mietitrebbia
passerà ad accorciare il passo di chi lo ha troppo lungo

e ci sarà un luogo blindato dove sotto scorta
andremo a staccare in coda il numero prenotando
un viaggio solo andata, destinazione arcipelago gulag
meritato premio per aver causato una strage di rom
e per aver incenerito in discarica
tonnellate di profilattici aromatizzati.

Ci schiariranno la pelle anche se nera di rabbia
e caveranno gli occhi per essere stati lungimiranti
ma potremo urlare solo se inquadrati dal TG1
con accanto il solito accavallamento di cosce impudiche.

In uno sconfinato blog ci arrampicheremo alla rete
sfileremo inosservati con i tacchi a spillo
e una camicia di forza color fucsia

(bell’abbinamento per passare inosservati)

alla domanda "cos'è la comune di parigi?"
risponderemo che è solo un ritrovo di puttane d’alto bordo
e che Chomsky è la sua matrona d’origine polacca.

Alla fine, sulla linea gotica mi consegno al nemico:
Sapete chi ha invitato a cena Rasputin l’altra sera?
-Amin e Bokassa sono morti da tempo e al mercato
andavano solo per svendite di carne umana, non per il cianuro-

Io so invece di qualcuno che nella notte
con pianeta e rocchetto s’aggirava pei canali
e andava raccontando in giro che per essere felici
basta mettere una croce su di un simbolo qualunque
che ricorda il nome di una città. 




(© poesia di Roberto Borghetti)




permalink | inviato da Salvatore Sblando il 16/4/2008 alle 10:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
POLITICA
"C'è chi dice che..." dedicato agli indecisi
11 aprile 2008

Siamo a poche ore dalla chiusura di questa ennesima campagna elettorale italiana e mentre va in onda il programma Matrix su Canale 5, avente per ospiti Veltroni e Berlusconi, voglio provare a tirare le somme e a fare un resoconto di quello che in questo periodo pre-elezioni si è visto e sentito.
Domenica 13 e lunedì 14 andremo a votare; siccome potrebbero essere le ultime ore prima del peggio o chi lo sa le ultime ore prima del meglio per schiarirci le idee bisogna un attimino provare a rivedere il film di tutta la campagna elettorale perchè è bene sapere che: c'è chi dice che vuole mettere al primo posto dell'agenda politica la lotta alla precarietà e chi invece la precarietà propone di combatterla suggerendo di sposare il miliardario di turno.
C'è chi dice che occorre sostenere gli stipendi e le pensioni e chi dice che occorre detassare lo straordinario incentivando così gli occupati a lavorare ancora di più e le aziende ad assumere sempre meno.
Occorre sapere anche che c'è chi dice che vuole ridurre le imposte per i lavoratori e le imprese e chi vuole invece risolvere il problema a suon di condoni.
C'è chi dice che dalla mafia non vuole nessun voto e vuole annientarrla e chi invece dice, anzi non dice nulla su come combattere la mafia.
C'è chi dice di voler creare posti stabili e chi dice che non ha più valore il paradigma del posto fisso.
C'è chi dice che un pluriomicida, mafioso e condannato a tre ergastoli è un eroe e chi dice che eroi sono Falcone e Borsellino.
C'è chi dice che è ora di finirla con la retorica della Resistenza, che occorre quindi riscrivere i libri di storia e c'è chi dice che solo i tiranni riscrivono i libri di storia.
C'è poi chi si rinnova immettendo forze nuove nelle proprie liste e chi continua a candidare personaggi che non si vergognano a definirsi fascisti o che hanno sulle spalle ancora pendenze penali.
C'è chi dice che non candiderà chi ha subito condanne anche solo in primo grado e chi dice invece che molti di questi condannati sono perseguitati politici.
C'è poi chi vuole incentivare il lavoro ed il valore delle donne e chi invece (leggasi mio articolo "donne e Donne") ha una visione della donna alquanto triviale.

Molto ho scritto ma molto sono sicuro, ho dimenticato di scrivere; è sicuro però che è utile andare a votare perchè sono in gioco visioni opposte di valori come libertà e democrazia.
Per questi e per molti altri "c'è chi dice che..." io sarò fra quelli che sicuramente correrrà  ad esprimere la propria preferenza; mentre tu per quale "c'è chi dice che..." sei?




permalink | inviato da Salvatore Sblando il 11/4/2008 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
POLITICA
Per chi non avesse ancora capito da che parte sto
8 aprile 2008




Finalmente ce l'ho fatta, dopo giorni e giorni di vani tentativi, a distanza ravvicinata rispetto al fatidico appuntamento elettorale del 13 e 14 aprile, sono riuscito a capire come si posta il grafico di cui sopra, tratto dal quotidiano Repubblica.

Ed eccolo qui dunque "Il Politometro", una via di mezzo fra esperimento e gioco per scoprire il proprio orientamento rispetto ad alcuni temi chiave della campagna elettorale per le Politiche 2008.
Esprimendo il grado di consenso rispetto a 15 affermazioni si ottiene la propria collocazione rispetto a due assi: conservatori-progressisti, confessionali-laici.

L'orientamento dei principali candidati premier è stato ottenuto mappando con il maggior rigore possibile le affermazioni rispetto ai rispettivi programmi elettorali. In diversi casi, dove nel programma non era prevista una risposta esplicita sull'argomento, si è proceduto sulla base di approssimazioni.

Per chi quindi nutrisse ancora dei dubbi sulla mia collocazione politica, può sgombrare il campo e farsene una ragione.
Il mio avatar infatti, come si può vedere, balla coscientemente felice sulla testa pensante di 
Walter Veltroni e del Partito Democratico.






permalink | inviato da Salvatore Sblando il 8/4/2008 alle 16:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
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