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 Il mio primo libro di poesie:

DUE GRANELLI NELLA CLESSIDRA

 Ed. LietoColle

More about Due granelli nella clessidra

... due argomenti universali si trovano qui declinati con estrema precisione e determinatezza: lo spazio e il tempo. Così come il tema del tempo balza agli occhi con icastica urgenza nel titolo della silloge, in quella clessidra semivuota che è poi non a caso anche l'incipit di una poesia, parallelamente le due sezioni in cui si articola la raccolta, "Paesaggi possibili" e "L'altrove", evocano immediatamente una spazia­lità che si gioca tra la concretezza e la potenzialità.  

E, come si è detto, questa geografia dell'anima che percorre i testi è ali­mentata da riferimenti precisi e determinati, fra cui senza dubbio emer­ge inconfondibile il profilo di Torino, la città dell'autore. Una Torino in­dividuata con un'esattezza toponomastica e descrittiva che stempera il coinvolgimento emotivo dell'autore verso i paesaggi e i personaggi che animano le scene di vita urbana quotidiana.  

[...] Il tempo esatto del passaggio degli autobus che si contrappone e completa un altro tempo, un tempo che sfugge e che spesso non si riesce a definire [...]Le ore, gli attimi che sfuggono ritornano con una ricorsività che si fa qua­si angoscia  

[...] (e) una figura di donna ad apparire al termine della raccolta, una "sconosciuta" che piace pensare sia figura della poesia stessa

  (dalla prefazione di Serena Focaccia)

 

  


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CULTURA
DALLA P2 ALLA P4 di Marco Marsili
30 giugno 2011

ECCO CHI GOVERNA L'ITALIA. TRENT'ANNI DI INTRECCI TRA POLITICA E AFFARI ALL'OMBRA DI BERLUSCONI DALLA P2 ALLA P4

La storia della P2 e dei suoi affiliati si intreccia con la strada di Silvio Berlusconi e dei suoi sodali. In Dalla P2 alla P4. Trent’anni di politica e affari all’ombra di Berlusconi (Termidoro edizioni), in libreria dal 6 luglio, Marco Marsili svela come i membri della loggia segreta, che il Maestro Venerabile Licio Gelli chiamava «l’Istituzione», siano sopravvissuti allo scandalo degli anni ’80, e abbiano trovato lavoro, aiuto e protezione all’ombra dell’impero di Berlusconi, che si fece strada come imprenditore, prima come costruttore, poi come editore, poi come politico, finendo per occuparsi infine pressochè di tutto, partendo proprio dal periodo di massima espansione della loggia di Licio Gelli.

Dopo la bufera politica successiva al ritrovamento delle liste di Castiglion Fibocchi, si ebbe una sorta di temporanea epurazione degli aderenti alla loggia, in realtà agevolata dal ridotto desiderio degli interessati di restare sotto i riflettori, e molti piduisti, come il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, si eclissarono dalle cariche più in vista, o si fecero da parte per poi ripresentarsi qualche tempo dopo.

Nonostante lo scioglimento, decretato dalla Legge 25 gennaio 1982, n. 17, la P2 è ancora attiva. Lo sono, perlomeno, molti dei suoi componenti. I piduisti che ricoprivano incarichi pubblici sono scomparsi per qualche tempo, per riaffacciarsi alla ribalta in coincidenza con la discesa in campo di Berlusconi, e la fondazione di Forza Italia. Nel frattempo, sono stati tenuti a galla da una vera e propria rete di solidarietà, che ricorda molto Odessa, l’organizzazione segreta nata dopo la fine della seconda guerra mondiale per proteggere i nazisti. Qualcuno ha trovato lavoro in Mediaset (il direttore di Canale 5, Massimo Donelli, Maurizio Costanzo, Roberto Gervaso, il medico di Gelli Fabrizio Tifone Trecca, o il produttore Angelo Rizzoli, la cui moglie è parlamentare del Pdl), altri per Mondadori (Paolo Mosca); altri ancora occupano posti statali o parastatali di nomina politica. Non tutti gli ex piduisti, ovviamente, occupano posti di rilievo, ma hanno comunque risalito la china, aiutati dai «fratelli» più fortunati. I magistrati della Procura di Roma che indagano sull’intreccio tra politica, mafia, affari e magistrati, che vede coinvolti esponenti politici di primo piano della maggioranza e del governo - tra i quali il coordinatore del Pdl Denis Verdini, il senatore Marcello Dell’Utri e il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo - ha ribattezzato il fenomeno «Nuova P2». 

Sono passati oltre trent’anni dall’ingresso di Berlusconi nella P2, e, nonostante i tentativi del presidente del Consiglio di prendere le distanze, anche mentendo sulla sua affiliazione, è evidente che il legame con i «fratelli» è restato fortissimo. Il Cavaliere ha riportato gli ex piduisti nelle istituzioni che contano e nel suo vasto impero mediatico. A tal fine, basta ricordare ciò che Tina Anselmi, ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2, dichiarò nel 1998, quando, con un blitz, Berlusconi si impossessò del gruppo Mondadori-L’Espresso, estromettendo De Benedetti dalla gestione: «Gli uomini di Gelli hanno rimesso in piedi la struttura, il loro potere, hanno ristabilito una loro presenza in aree così significative che ora il problema riemerge». Dalle colonne di Repubblica, Eugenio Scalfari profetizzò «Se l’operazione andrà in porto, vedremo a capo del più grande gruppo multimediale un membro della Loggia P2 […]. Oggi un membro di quell’associazione segreta, sciolta per legge perché ritenuta sovversiva contro lo Stato, sta per assidersi al vertice della Mondadori, dopo aver monopolizzato tutte le reti televisive private esistenti […]. Se sta nascendo un regime col volto di Silvio Berlusconi, questo regime e quel volto avranno nei prossimi mesi la nostra attenzione». Parole profetiche, quelle di Scalfari.

L’ex presidente della Camera Luciano Violante, da presidente della Commissione parlamentare antimafia disse: «La P2 è stata sciolta da una legge, ma può essere sopravvissuto il suo sistema di relazioni politiche, finanziarie e criminali […] Quanto al dottor Berlusconi, il suo interventismo attuale è sintomo della reazione di una parte del vecchio regime che, avendo accumulato ricchezza e potere negli anni Ottanta, pretende di continuare a condizionare la vita politica anche negli anni Novanta».

Questo «sistema di relazioni politiche, finanziarie e criminali» è particolarmente evidente all’ombra della Madonnina, dove il potere berlusconiano è nato e si è sviluppato, giungendo a toccare ogni ambito politico, finanziario, economico e sociale. E’ nel capoluogo lombardo, dove Luigi Berlusconi dirigeva la Banca Rasini (legata a Cosa nostra, come Calvi, Sindona e Dell’Utri), che finanziò i primi affari del figlio, che il premier affonda le sue radici, proprio lì dove Mani pulite creò le condizioni per la discesa in campo del Cavaliere col grembiulino. Le vicende giudiziarie dell’estate 2010, che hanno visto coinvolti esponenti altolocati del Pdl, confermano che questo fil rouge non si è mai spezzato. La triade Dell’Utri-Verdini-Carboni, con l’aggiunta di altri personaggi di secondo piano, conferma la vitalità di rapporti di antica data, e di una forma mentis che rivive, trent’anni dopo, nella P3, reincarnazione della P2 di Gelli sopravvissuta e mantenuta all’ombra del potere berlusconiano. 

A conferma della sopravvivenza della P2 è arrivata l’inchiesta sulla P4, «un vero e proprio "sistema parallelo" e surrettizio gestito sia da soggetti formalmente estranei alle istituzioni pubbliche e alla pubblica amministrazione sia, invece, da soggetti espressione delle istituzioni dello Stato» che vede al centro dell’indagine Luigi Bisignani, ex piduista considerato tra i più influenti nei palazzi romani, legato da un rapporto di lunga data al sottosegretario Gianni Letta, «autorità delegata» del presidente del Consiglio Berlusconi ai servizi di informazione e sicurezza. Una nuova indagine che ha origini antiche.

  

L’AUTORE

Giornalista, politologo, laureato in Scienze politiche e relazioni internazionali e in Comunicazione e società con il massimo dei voti e lode assoluta, Marco Marsili insegna giornalismo presso l’Università degli Studi dell’Insubria a Varese. E’ coordinatore scientifico e didattico del prestigioso Master in Comunicazione e giornalismo multimediale, e docente di Copyright and other Legal Issues presso il Sae International Technological Institute. Fondatore e direttore de La Voce d’Italia (voceditalia.it), il primo quotidiano indipendente online, è accreditato presso il ministero della Difesa in qualità di inviato in zone di guerra, ed è osservatore elettorale Osce e Ue (è stato in Afghanistan, Kazakhstan e Armenia). Ha pubblicato La rivoluzione dell'informazione digitale in Rete (Odoya edizioni, Bologna, 2009), Onorevole bunga-bunga: Berlusconi, Ruby e le notti a luci rosse di Arcore (Bepress edizioni, Lecce, 2011), Gheddafi: le mie verità (Termidoro edizioni, Milano, 2011), Libertà di pensiero. Genesi ed evoluzione negli ordinamenti politici dal V secolo A.C. (Mimesis edizioni, Milano, 2011). www.marcomarsili.it

 

Dalla P2 alla P4. Trent’anni di politica e affari all’ombra di Berlusconi, Marco Marsili, Termidoro edizioni, Milano, pagg. 397, euro 18,00, ISBN 978-88-9748-600-8

Per informazioni ed interviste - Ufficio stampa:

Caterina Arcangelo (stampa e tv) – cell. 3281314838 – email: caterina.arcangelo@fastwebnet.it

Stifano Amabile (stampa – richiesta copie per recensioni) – tel. 0289403935 – email: amabile@mimesisedizioni.it

Francesco Di Rienzo (radio e tv) – uff. 0239620017 - cell. 3358054605 – email: fdirienzo@fastwebnet.it

Federica Sala (radio) – uff. 0239620017 – email: chicca.sala@gmail.com

 


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CULTURA
Finissage mostra “Fragment Experience” a cura di Silvio Valpreda. Reading poetico musicale a cura di Caterina Arcangelo. GIOVEDI’ 7 LUGLIO 2011 dalle ore 18:30 alle ore 23:00.
29 giugno 2011

Giovedì 7 luglio 2011 dalle ore 18,30, presso la galleria MOMUS arte e design, in via Rocciamelone 12/d a Torino, finissage della mostra-progetto collettiva “ Fragment Experience” a cura di Silvio Valpreda.

Racconti, poesie, brani e canzoni per evocare memorie e fatti di un passato che parla del futuro, il tutto organizzato da Caterina Arcangelo.

 

In occasione della serata di chiusura della mostra “Fragment Experience”, l’Associazione MOMUS arte e design presenta un aperitivo con reading poetico musicale per salutare e ringraziare tutti i partecipanti al progetto di raccolta di frammenti per la realizzazione della mostra e per presentare il catalogo-documento del progetto “Fragment Experience” a cura di Silvio Valpreda, prinp editore, 2011.

A raccontare e a leggere frammenti di memoria tratti da romanzi e libri di poesia contemporanei saranno gli stessi autori, scrittori e poeti torinesi, per l’occasione accompagnati dalla chitarra di Gianluca Mezzafemmina cantautore e musicista già autore e voce dei Melanie Efrem e uscito in maggio con il suo primo progetto da solista “Storie a bassa audience”. Le sue canzoni parlano di storie di solito dimenticate o strumentalizzate, di operai, di ragazzi costretti a fare lavori che non meritano, di violentati e violentatori, di sognatori e disillusi.

Parteciperanno alla lettura lo scrittore Ernesto Aloia con il suo ultimo romanzo “Paesaggio con Incendio”, edizioni Minimum Fax 2010.

Per la poesia, due autori torinesi: Marco Annicchiarico con il suo ultimo lavoro “ e poco più lontano” edizioni LietoColle 2009; e Salvatore Sblando con la raccolta di poesie “Due granelli nella clessidra”, edizioni LietoColle 2009, vincitore di numerosi premi e menzioni.

Chiuderà la serata Demetrio Paolin con i suoi ultimi lavori “Il mio nome è legione” e “La seconda persona” entrambi editi da Transeuropa.

 

Si ritorna all’importanza delle parole, delle storie, delle persone.

Vi aspettiamo !!!

 

Eleonora Rossi MOMUS arte e design

Via Rocciamelone 12/d

10143 TORINO

Tel. 011-0568932

info@momustorino.com

www.momustorino.com

“Fragment experience è un lavoro collettivo sulla memoria e su come essa possa aiutarci ad affrontare il futuro.

Non è una novità cercare nel passato indizi e segnali utili a comprendere il cammino ignoto che sta dinanzi a noi: le statuette romane degli avi, presenti anche in molte altre civiltà, oppure gli amuleti dei popoli primitivi sono degli esempi.

La società occidentale contemporanea sembra però sbilanciata sul presente, pur essendo più che mai intimorita riguardo al futuro.

La duplice valenza dei segnali del passato, comprensione del futuro e conforto, sono il tema di questa mostra composta da un’opera collettiva di raccolta e classificazione di reperti, da un lavoro fotografico di Enrico Carpegna e dalle macchine generatrici di poesia dinamica di Daniela Calisi.

 

La raccolta di reperti scelti da persone differenti, artisti e non artisti di ogni età e di diverse nazionalità, avviene in due tempi.

Oggetti, brani di testo, materiali, piccole opere d’arte individuati da ciascun partecipante come elementi provenienti dal passato, inteso come storico o privato, indietro secoli o pochissimi istanti, che possono aiutarci ad affrontare il futuro.

 

La serie di fotografie di Enrico Carpegna hanno trovato naturale collocazione all’interno di Fragment Experience.

Si tratta di stampe fotografiche in copia unica realizzate con interventi fortemente manuali in camera oscura su materiali d’epoca. Rappresentano quindi in modo fisico un approccio metabolico dell’artista verso la memoria ed il tentativo poetico di trasformarla in presente salvaguardandola per il futuro.

 

I meccanismi poetici di Daniela Calisi sono invece degli automi in materiali di recupero che compongono, usando lingue differenti, variazioni sorprendenti di poesie nelle quali le parole si animano ed interagiscono con lo spettatore.

La memoria oltre ad essere materia stessa delle poesie è evocata nei materiali usati da Daniela Calisi e nella loro storia.”

 

Silvio Valpreda

 

 

Titolo mostra:  “ FRAGMENT EXPERIENCE” a cura di Silvio Valpreda

Finissage: giovedì 7 luglio 2011 dalle ore 18,30

Periodo mostra:  13 Maggio 2011 – 8 Luglio 2011.

 Orari:  Lun.-Ven.  10-13; 14,30-18,30

           Sab.  su appuntamento.

 Sede:  Galleria MOMUS arte e design

            Via Rocciamelone 12/d

            10143  TORINO

 

INGRESSO LIBERO

Per informazioni:  info@momustorino.com       011-0568932    www.momustorino.com

 

 





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arte
POKER POETICO - Torino, 9 luglio 2011
24 giugno 2011

Anna Raffaella Belpiede è nata a Cerignola in Puglia, vive e lavora a Torino. Madre di due figlie. Sociologa, formatrice ed esperta in mediazione culturale e dei conflitti. Lavora presso le Biblioteche civiche di Torino dove è responsabile della progettazione e dell’intercultura. Autrice di numerosi articoli sulle tematiche interculturali, ha curato i seguenti saggi: “La mediazione culturale” (Utet libreria, 2002), “La professione di mediatore/trice culturale. Ricerca comparata sulle tipologie concettuali e pratiche di utilizzo della risorsa immigrata in campo sociale nell’area dell’intercultura” (Associazione Alma Terra di Torino, Regione Piemonte, 1999) e “Midab. I fili spezzati della seconda generazione e la sfida del protagonismo”(Città di Torino, Commissione Europea, 2001)."L'amare delle donne" è la sua opera prima poetica.


Vito Ferro è nato a Torino il 14 agosto 1977, scrittore e presidente dell’Associazione culturale Ombre. Collabora con numerose riviste.

I suoi racconti, “La notizia” e “Colpo di Stato”, sono presenti nelle antologie La carica degli ex e Racconti sotto l’ombrellone (Giulio Perrone Editore, 2007). Ha pubblicato il romanzo “Condominio reale” per i tipi delle Edizioni di Latta, Milano 2007.

Per poesia, a seguito dell’assegnazione del primo premio del Concorso Verba Agrestia 2007, ha pubblicato nel 2008 con LietoColle “Mentre la luce sale”.


Silvia Rosa (il cui nome completo è Silvia Giovanna Rosa, ma si di­mentica sempre di scriverlo per intero) nasce nel 1976 a Torino. Vive appena fuori città, in un piccolo Comune adagiato lungo il Po, ai piedi della verde collina torinese.

Laureata in Scienze dell'Educazione, scrive poesie e racconti, che ha pubblicato qua e là su riviste e blog e che compaiono anche su alcune antologie collettive di Concorsi Letterari a cui ha preso parte, risultan­do, ogni tanto, tra i vincitori.

"Di sole voci" è la sua opera prima, quel che ama definire il suo battesimo di carta.


Salvatore Sblando è nato nel 1970 a Torino, dove attualmente risiede e lavora in qualità di dipendente della locale azienda di trasporti. Con testi poetici inediti è risultato finalista in concorsi nazionali ed internazionali - e sue liriche sono pubblicate in antologie. Collaboratore LietoColle, partecipa attivamente a readings e manifestazioni poetiche. Con la sua opera prima -Due granelli nella clessidra” (LietoColle, 2009) – giunta alla seconda edizione – ha ottenuto una segnalazione di merito al Premio Beppe Manfredi 2009, una menzione d’onore al Premio la Città del Principe – Carignano 2010 e il secondo premio al Rodolfo Valentino II edizione.


politica interna
Una Via per Berlinguer a Milano - La petizione
23 giugno 2011



ATTENZIONE: LA PETIZIONE E’ RISERVATA SOLO AI CITTADINI MILANESI.
SE NON SIETE RESIDENTI A MILANO, LA VOSTRA FIRMA NON POTRA’ ESSERE CONTEGGIATA TRA QUELLE VALIDE!

Al Consiglio Comunale di Milano
P.C.
A Giuliano Pisapia
Sindaco di Milano

A Basilio Rizzo
Presidente del Consiglio Comunale di Milano

PETIZIONE AL CONSIGLIO COMUNALE

I sottoscritti, titolari dei diritti di partecipazione, rivolgono, ai sensi dell’art.9 dello Statuto della Città di Milano, la seguente petizione al Consiglio Comunale

OGGETTO:
INTESTAZIONE DI UNA VIA/PIAZZA/PARCO E/O BENE ALLA MEMORIA DI ENRICO BERLINGUER, SEGRETARIO DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO, IN QUANTO MASSIMO INTERPRETE DELLA QUESTIONE MORALE, E SPOSTAMENTO DI VIA ALDO MORO DENTRO LA CERCHIA DEI BASTIONI.

Milano, con le ultime elezioni amministrative, ha detto basta. Ha detto basta all’affarismo eretto a sistema, al clientelismo diventato pratica quotidiana, agli accordi sotto-banco, alle spartizioni di potere, alle lottizzazioni, all’uso privato di risorse pubbliche, ai favori agli amici e agli amici degli amici. La Milano del lavoro, della solidarietà, della cultura, dell’integrazione, quella Milano che aspira a tornareCapitale Morale d’Italia, ha detto basta alla Milano da Bere, fondata sulla paura, sul decisionismo, sul potere ostentato, sull’irrisione e sulla demonizzazione dell’avversario, che qualcuno in questi anni ha anche provato a spacciare per modernità. Noi pensiamo sia giunto quindi il momento che Milano riscopra il valore dell’onestà, dell’umiltà, della modestia, attraverso il ricordo di due grandi leader politici della Prima Repubblica, che più di ogni altri incarnano questi valori:Enrico Berlinguer e Aldo Moro. Dopo 27 anni è giunto il momento che Milano riconosca ad Enrico Berlinguer quell’onestà e quel rigore morale che gli sono sempre stati riconosciuti, anche dagli avversari, e soprattutto il merito di aver messo in guardia da quel modello socio-culturale oggi in crisi che ha devastato Milano e l’Italia, ponendo la cosiddetta Questione Morale, che rimane ancora oggi uno dei problemi centrali della vita politica italiana. Alla luce del fatto che a Milano non è stata ancora intitolata una strada e/o un bene ad Enrico Berlinguer, esempio positivo da imitare e modello guida per tutti i giovani che si battono per la risoluzione della Questione Morale, e che l’unica via intitolata ad Aldo Moro, Presidente della Democrazia Cristiana barbaramente ucciso dalla follia brigatista, si trovi in una zona periferica della città

i sottoscritti cittadini della città di Milano chiedono

alla S.V. di procedere con l’intestazione di una via/piazza/parco ad Enrico Berlinguer nella cerchia dei bastioni o, alternativamente, qualora venisse realmente realizzato il grande parco agroalimentare che lunedì 13 giugno 2011 454.995 milanesi (il 95,51% dei votanti) hanno deciso di mantenere anche dopo l’Expo2015, di procedere con l’intitolazione di tale struttura; di spostare via Aldo Moro entro la cerchia dei bastioni, al fine di rendergli il giusto tributo che merita in quanto uomo fedele alle istituzioni dalla comprovata onestà e intransigenza morale.

Certi che il nuovo Consiglio Comunale a maggioranza di centrosinistra non avrà alcuna esitazione nel portare a termine questa pratica in tempi brevi, Vi porgiamo distinti saluti.

Promotore dell’iniziativa: Associazione Nazionale Enrico Berlinguer.


ISTRUZIONI PER L'USO
Per ottenere risposta dal Consiglio Comunale occorrono 1000 firme, ma ovviamente più se ne presentano, meglio è! 
Possono sottoscrivere esclusivamente i cittadini residenti a MILANO! Il punto di raccolta è la LIBRERIA DEL MONDO OFFESO, Corso Garibaldi 50, Milano, dove sarà anche possibile firmare.
Grazie a tutti quelli che vorranno contribuire diffondendo l'iniziativa e facendogli un po' di pubblicità, anche se non possono firmare!

E' possibile firmare l'appello via Web cliccando qui una via per Berlinguer a Milano.

E' possibile altresì scaricare il testo della petizione con annesso foglio firme cartaceo, per chi volesse far firmare amici/parenti/vicini, CLICCANDO QUI.

ATTENZIONE: ai sensi dell’art.2 del Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare, le firme che che non contengono l’indicazione delcognome, nome,data e luogo di nascita e residenza sono NULLE.



CULTURA
Comunicato Stampa FINISSAGE MOSTRA “FRAGMENT EXPERIENCE” a cura di Silvio Valpreda
21 giugno 2011

Giovedì 7 luglio 2011 dalle ore 18,30, presso la galleria MOMUS arte e design, in via Rocciamelone 12/d a Torino, finissage della mostra-progetto collettiva “ Fragment Experience” a cura di Silvio Valpreda.

“Racconti, poesie, brani e canzoni per evocare memorie e fatti di un passato che parla del futuro: reading poetico-musicale a cura di Caterina Arcangelo”.

In occasione della serata di chiusura della mostra “Fragment Experience”, l’Associazione MOMUS arte e design presenta un aperitivo con reading poetico musicale per salutare e ringraziare tutti i partecipanti al progetto di raccolta di frammenti per la realizzazione della mostra e per presentare il catalogo-documento del progetto “Fragment Experience” a cura di Silvio Valpreda, prinp editore, 2011.

A raccontare e a leggere frammenti di memoria tratti da romanzi e libri di poesia contemporanei saranno gli stessi autori, scrittori e poeti torinesi, per l’occasione accompagnati dalla chitarra di Gianluca Mezzafemminacantautore e musicista già autore e voce dei Melanie Efrem e uscito in maggio con il suo primo progetto da solista “Storie a bassa audience”. Le sue canzoni parlano di storie di solito dimenticate o strumentalizzate, di operai, di ragazzi costretti a fare lavori che non meritano, di violentati e violentatori, di sognatori e disillusi.

Parteciperanno alla lettura lo scrittore Ernesto Aloia con il suo ultimo romanzo “Paesaggio con Incendio”, edizioni Minimum Fax 2010.

Per la poesia, due autori torinesi: Marco Annicchiarico con il suo ultimo lavoro “ e poco più lontano” edizioni LietoColle 2009; e Salvatore Sblando con la raccolta di poesie “Due granelli nella clessidra”, edizioni LietoColle 2009, vincitore di numerosi premi e menzioni.

Chiuderà la serata Demetrio Paolin con i suoi ultimi lavori “Il mio nome è legione” e “La seconda persona” entrambi editi da Transeuropa.

Si ritorna all’importanza delle parole, delle storie, delle persone.

“La mostra Fragment experience è un lavoro collettivo sulla memoria e su come essa possa aiutarci ad affrontare il futuro.

La duplice valenza dei segnali del passato, comprensione del futuro e conforto, sono il tema di questa mostra composta da un’opera collettiva di raccolta e classificazione di reperti, da un lavoro fotografico di Enrico Carpegna e dalle macchine generatrici di poesia dinamica di Daniela Calisi.

I reperti raccolti sono stati scelti da persone differenti, artisti e non artisti di ogni età e di diverse nazionalità.

Oggetti, brani di testo, materiali, piccole opere d’arte individuati da ciascun partecipante come elementi provenienti dal passato, inteso come storico o privato, indietro secoli o pochissimi istanti, che possono aiutarci ad affrontare il futuro.

La serie di fotografie di Enrico Carpegna hanno trovato naturale collocazione all’interno di Fragment Experience.

Si tratta di stampe fotografiche in copia unica realizzate con interventi fortemente manuali in camera oscura su materiali d’epoca. Rappresentano quindi in modo fisico un approccio metabolico dell’artista verso la memoria ed il tentativo poetico di trasformarla in presente salvaguardandola per il futuro.

I meccanismi poetici di Daniela Calisi sono invece degli automi in materiali di recupero che compongono, usando lingue differenti, variazioni sorprendenti di poesie nelle quali le parole si animano ed interagiscono con lo spettatore.

La memoria oltre ad essere materia stessa delle poesie è evocata nei materiali usati da Daniela Calisi e nella loro storia.”

Silvio Valpreda

Titolo mostra: “ FRAGMENT EXPERIENCE” a cura di Silvio Valpreda

Finissage: giovedì 7 luglio 2011 a partire dalle 18,30.

Sede: Galleria MOMUS arte e design

Via Rocciamelone 12/d

10143 TORINO

INGRESSO LIBERO, aperitivo a pagamento.

Organizzazione : Associazione MOMUS arte e design.

Per informazioni: info@momustorino.com 011-0568932 www.momustorino.com

Ufficio stampa:

Associazione MOMUS arte e design.

Via Rocciamelone 12/d

10143 TORINO

011-0568932

info@momustorino.com

www.momustorino.com

arte
"Dove c'era il lago" - Antonio Natile
16 giugno 2011



Questa raccolta, la prima per Antonio Natile, edita LietoColle, prende un titolo opposto e contrario al suo contenuto. Lo fa con un tono provocatorio e vivido.

“Dove c'era il lago”

Un lago non c'è mai stato da che memoria insegna, nella terra, in questa terra di Puglia, in questo lembo increspato dalla roccia affiorante che ha dato all'autore i natali. Noci, posta sulla Murgia dei Trulli. E' la terra in cui l'acqua si muove in maniera sotterranea, appare improvvisa, si nasconde per esserci. E' lampante la chiave di paragone in merito alla Poesia stessa, che evita le superfici, ma si deposita sul fondo per farsi scoprire e trovare: è la poesia del nostro autore, la sua poetica densa di sottrazione. Così come non c'è il lago tra queste pagine, non c'è nemmeno la Maria dell'epigrafe cui è dedicata l'intera opera:

“ A Maria, / perchè così avrebbero dovuto/ chiamarti”

E' un testo quindi che si colora di assenze per punteggiare i profumi di una realtà concreta dura come la pietra: emblema della forza che addensa la materia e la fissa con aria, acqua e ...mistero. E' la chimica dei sentimenti e delle radici che si manifesta con prudenza e forte dignità. Privata della fretta del presente, anacronistica, ha un ritmo scandito da un altro fuso, quello della storia, delle origini, dei nostri anziani e delle loro narrazioni la domenica alle panchine della piazza centrale, un sapore così perfetto nella sua terrestrità che si raggruma tra le parole evocando immagini rotonde, piene. L'autore porta con se', si fa carico di una memoria collettiva che è non sua, non soltanto sua, ma in quanto collettiva è anche la sua, ne è egli stesso tassello musivo e irregolare, così come irregolare ma dinamico è il percorso ora tra la poesia in purezza, ora tra la narrazione che apre finestre oltre la coerenza della poesia, neo icona di pietra, nel nome di quell'oralità tanto cara all'infanzia e alle generazioni che sono state e non solo. Ulteriore segno, direi fortissimo segno ancora, non a caso, è l'uso del dialetto che amplifica i contorni di quest'altare espressionista, dialetto vivo e strutturale che interviene là dove la lingua italiana non bastando a se stessa ha bisogno delle punte e delle asprezze sonore di consonanti che hanno la forma e la trama non dissimile dalla roccia. Il dialetto quindi, anzi è lingua dialettale, intraducibile nella sua ala, nei suoi voli lessicali, semmai interpretabili o avvicinabili, perchè reali oltre ogni simulacro. E' un testo questo che tende alla nozione collettiva del mondo, e lo fa con costante passione: ''l'io'' diventa ''noi'' e racchiude un'altra verità che ha connotazioni politiche. Maria Grazia Calandrone nella prefazione ai versi lo sottolinea felicemente annotando un'importante differenza : “ (…) Non stiamo parlando di poesia civile, stiamo parlando di un modo civile di fare poesia, perché comunque resta la sovversione, la radice esposta, il rovesciamento che sono congeniti alla funzione-poesia e che formano squarci di dubbio nelle apparenze, pure quando esse vengono consolidate con parole come intonaco e calce e cemento.”

Una poesia però che per dispiegarsi ha bisogno del senso della vista, il poeta guarda e restituisce la nuova dimensione acquisita, ma lo fa servendosi di una sorta di cubismo analitico tanto caro alla pittura. L'autore è egli stesso spettatore che guarda e subisce l'azione poetica, protagonista che la vive in divenire, nonché abile regista della scena. Ma occorre tener presente, in questo contesto, l'indicazione nell'ultimo verso che chiude l'intera raccolta, preziosissimo monito e corona: “Tutto andava visto da lontano” per questa che ancora prima d'essere l'impellenza energetica al fare poetico, è sacralità che apre feritoie in noi.

Pubblicato su ''Il Paese Nuovo'' del 14 maggio 2011


“Dove c'era il lago” - Antonio Natile

LietoColle, marzo 2011.

ISBN: 978-88-7848-629-4


Recensione a cura di

Irene Ester Leo

arte
Le mie mani (inedito)
10 giugno 2011
(foto tratta dalla rete)


LE MIE MANI

Le mie mani che hanno toccato, ferito
sfiorato, ignominiosamente giocato
lusingato ed apprezzato
tediato e poi mediato
tra le cinque dita di un bacio

vorrebbero delle tue labbra ancora
il declamare dei poeti
che mille giorni ed una notte
hai amato

perché dicono che la vita senza amore
duri come un fulmine.

Prima la luce
e poi per terra
                       il rumore


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permalink | inviato da Salvatore Sblando il 10/6/2011 alle 19:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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