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Antonella Facchinelli su larosainpiu



"Farò i poemi della materia, poiché credo che siano i più spirituali poemi,
e farò i poemi del mio corpo e della mortalità,
poiché credo che così otterrò i poemi dell'immortalità e dell'anima"

(Walt Whitman)

Utilizzo appositamente i versi di W. Whitman per sintetizzare la cifra poetica di Antonella Facchinelli. Cifra che raggiunge il culmine con la pubblicazione della opera prima "Con-tatto", Ed. LietoColle. Raccolta nella quale appare evidente la celebrazione di tutto ciò che è vivente ("e di nuovo ci appartiene tutto" pag. 22) quasi a voler sottolineare la determinatezza con la quale l'autrice misura i propri limiti traendo da essi il meglio ("pariamo sempre di petto/ le spine di questo giardino" Lung-ta, pag. 40).
La Facchinelli sa bene dove fermare la penna, dove individuare il punto di confine tra spazio/tempo/natura.
Tricotomia che trova grande equilibrio anche grazie all'utilizzo di uno stile poetico dalle basse sonorità  ma non per questo meno potenti e da un approccio umile e sintetico al verso ("C'è sempre in questa casa/ un angolo dove ti aspetto, mentre/ preparo petali e foglie per l'erbario" pag 25).
Attraverso poesia, attraverso la propria poesia Antonella riesce a diventare e a far diventare il lettore parte del suo mare, parte delle tempeste di un mutevole ed al contempo elegante mare, allo stesso modo parte integrale di una fase e di tutte le fasi dell'azione poetica.
Ritrovo nello stile della Facchinelli, cenni a quella poesia visionaria, rapsodica e dalle emotività taglienti tipiche di poetesse del calibro di Anna Achmatova, Alexandra Petrova e Mariangela Gualtieri, autrice quest'ultima citata da Antonella in apertura di libro.
Vi lascio di seguito alla lettura di tre poesie tratte da "Con-tatto" e successivamente alla dichiarazione di poetica dell'autrice.


Prima del sonno

Ho un libro sotto alla gamba del letto
pareggia le sere sghembe
quelle che affondano sui cuscini
e soffiano sul viso
la fragile armonia del buio.

Ho un sonno senza profilo, piatto
il risveglio è sempre allineato.
silenzi e segreti spianano
le pieghe delle coperte
e in questa calma piatta trafugo
l’onesto incedere del giorno.



Di questo siamo fatti
di pagine sfogliate e poi riposte.
L'impronta del tempo nuovo
è quasi un silenzio
ma accade che anche la nebbia
faccia un angolo di pace.



E di nuovo ci appartiene tutto:
la soglia un po' bagnata dalla pioggia
il verde pulito, i tentativi di distrarsi
l'uno dall'altra
per farsi pietra, legno
ed essere casa.




DICHIARAZIONE DI POETICA

Io non so cosa sia la poesia, dovrei allo stesso tempo definire la vita la parte più vera e personale di ognuno, di ogni cosa, persona, animale o quant’altro è appunto altro da noi. Personale non inteso come proprio, posseduto, ma inteso come autentico, sano che appartiene al “non-io” e lo caratterizza lo rende differente, speciale. 
Ed è in questa profonda percezione della diversità che si accende la lampadina, anzi la candela poetica (più economica e più consona al dire poetico) si allertano tutti e sei i sensi, si stuzzicano le corde più profonde dell’io si diventa “altro” in profonda condivisione ed assoluta consapevolezza. Diventiamo liquido che si adatta, colora, inquina, scalda, raffredda, travolge e rassicuro, dà vita alla vita.


NOTA BIOGRAFICA

Antonella Facchinelli è nata nel 1963 a Padova dove risiede e lavora. Suoi testi sono pubblicati in antologie. Con-tatto è la sua opera prima.

Pubblicato il 7/6/2011 alle 22.44 nella rubrica Vetrina letteraria.

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