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Una casa nuova



Una casa nuova e più grande, ebbene sì. Quando si sente l'esigenza di imbiancare i muri, tinteggiare di nuovi e più vivi colori alle pareti, quando si pensa addirittura di voler provare una ristrutturazione, una nuova riproposizione di stanze, tentarne così un ampliamento, occorre guardarsi intorno cercando di capire, di trovare una soluzione a questa subitanea necessità.
La casa che mi provoca tutto ciò è questa amici miei; dal 2004 su questo spazio virtuale ho difatti condiviso con tutti voi quelle che sono state di volta in volta le mie opinioni le mie passioni, politiche, culturali, letterarie e poetiche.
Ultimamente mi sono concentrato, ho indirizzato le mie energie verso la poesia, forse perché come afferma la citazione che scorre sopra la testata, al momento non vi è nulla di più rivoluzionario.
Ho quindi condiviso testi miei ed anche e soprattutto, dato spazio a tutto quel che ha intrattenuto, abbellendolo, il mio tempo.
Avete visto così passare tantissimi autori e poeti; citarli tutti è difficile, citarne solo alcuni sarebbe fare torto a quelli che inevitabilmente dimenticherei.
Negli ultimi tempi alcuni degli autori incontrati hanno iniziato a collaborare su queste pagine avendo anch'essi come stella polare, come faro unico, la condivisione culturale.
Avete presente però quando vi accorgete che, libro dopo libro, lo spazio tra le scansie si fa sempre più ristretto? 
Con questa necessità ho deciso di ampliare lo spazio, aprendo nuove stanze, nuovi luoghi di condivisione.
Con questo spirito da settembre uno spazio rinnovato affiancherà quello già qui esistente: larosainpiu infatti avrà un ulteriore indirizzo.
Oltre a me altri autori collaboreranno per riempire gli scaffali e contribuire a rendere sempre più importante il potere della condivisione, lontana da qualunque altro tipo di logica.

Potrete infatti collegarvi a questo ulteriore indirizzo: www.larosainpiu.wordpress.com

larosainpiu

e leggere come avete/abbiamo fatto in questi anni, di nuove storie, altrettante opinioni, nuovi testi e nuove poesie.
Larosainpiu sul Cannocchiale non chiuderà, sarebbe ingiusto non solo per il tempo che gli ho dedicato, per i pensieri che avete lasciato ma anche per gli autori e per i loro testi donati alla lettura e che tali potranno restare.

Augurandovi un arrivederci a presto, vi saluto con un brano tratto dal bellissimo libro di Amos Oz, "Una storia di amore e di tenebra".

"Avrò avuto sei anni, quando arrivò nella mia vita un grande giorno: papà liberò per me un piccolo spazio in uno dei suoi scaffali di libri, e mi permise di disporre lì i miei. A dire le cose come stavano, concesse una trentina di centimetri, cioè più o meno un quarto dello scaffale più basso. Io abbracciai tutti i miei tomi, che sino a quel giorno erano rimasti adagiati sullo sgabello accanto al letto, li portai così sino alla libreria di papà, e li disposi in piedi, per benino, il dorso rivolto al mondo esterno e il volto contro il muro. Fu una cerimonia di iniziazione, un rito vero e proprio: una persona i cui libri stanno dritti in piedi non è più un bambino ma un uomo, ormai. Ormai, ero come papà. I miei libri stavano in piedi."


Pubblicato il 16/8/2011 alle 10.0 nella rubrica Diario.

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